MusicBoom.it – Recensione “Shape of Fear and Bravery” di Francesco “Generation (L)oser” Cerisola

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Un debutto decisamente convincente; in bilico tra trip hop e raffinatezze elettroniche.

Susanna La Polla, in arte Suz è bolognese, ma è dovuta correre fino a Torino per poter registrare il suo album di debutto, Shape Of Fear And Bravery. Qui, al No Mad Studio, ha potuto usufruire, in particolare, della collaborazione di Ezra (ex Casino Royale) e di Alessio Argenteri, oltre che dell’aiuto di molti altri artisti.

The Gathering, dolce, lenta e riflessiva come una fiaba nordica ci introduce a Fear, più incisiva, che ci avvolge con la sua melodia trasportandoci in luoghi lontani. Shield Machine parte piuttosto tesa e inquieta per poi sciogliersi nel ritornello, creando interessanti contrasti e stati di tensione, mentre Choke, in seguito, ammorbidisce i toni. Soulminer riprende la filosofia del pezzo precedente e ci culla-ipnotizza nelle sue sonorità; a risvegliarci ci pensa Little By Little, ai limiti dell’elettro pop, mentre la successiva Countdown ci scuote con la sua forza, le ritmiche drum’n’bass e gli inaspettati inserti di sax. Unconditional ammorbidisce gli umori e lascia spazio alla malinconica Hell Is Absence, giocata solo su voce e Fender Rhodes, mentre la conclusiva Release ci saluta su ritmiche orientaleggianti.

In conclusione, ci si trova di fronte ad un ottimo debutto. Non c’è nulla di propriamente innovativo nelle varie canzoni, ma la qualità di ogni singolo pezzo è talmente alta da render l’intera opera molto interessante. Le sonorità a cavallo tra trip hop, nu jazz, dubstep e drum’n’bass si miscelano insieme senza permettere eccessive critiche, mentre la notevole abilità compositiva ha permesso la costruzione di brani decisamente corposi ed efficaci. Infine, è da notare che questo è uno dei rari casi, in Italia, in cui l’uso della lingua inglese non stona, ma anzi dona all’opera un’aurea internazionale.

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